
Si è svolta presso l’aula Magna del Seminario Gregoriano di Belluno l’assemblea annuale dei delegati di Confedilizia Belluno. Si tratta della seconda assemblea tenutasi dopo le modifiche statutarie approvate nel 2024, attraverso le quali l’Associazione ha ridefinito la propria struttura organizzativa con l’istituzione di sette macroaree territoriali, maggiormente coerenti con l’assetto politico-amministrativo della provincia.
I delegati, provenienti da numerose località del territorio provinciale, hanno partecipato attivamente ai lavori assembleari, contribuendo al dibattito con osservazioni, domande e proposte.
Oltre agli adempimenti istituzionali, tra cui l’approvazione del rendiconto consuntivo e del bilancio preventivo, sono stati illustrati i programmi e le linee di attività previste per il prossimo futuro.
Nel corso del suo intervento, il presidente Michele Vigne ha evidenziato la costante crescita della base associativa, sottolineando il significativo numero di nuovi iscritti registrati nel 2026. Un risultato che colloca Confedilizia Belluno al sesto posto a livello nazionale nel rapporto tra numero di soci e popolazione residente.
L’assemblea ha inoltre accolto con soddisfazione la relazione sugli interventi di riqualificazione della sede associativa, recentemente completati. I lavori hanno riguardato il rinnovo degli arredi e la realizzazione di opere di insonorizzazione, migliorando sensibilmente la funzionalità degli spazi, il comfort degli utenti e la riservatezza delle consulenze offerte agli associati.
Particolare rilievo ha assunto la sessione straordinaria dell’assemblea, dedicata all’approvazione di ulteriori modifiche statutarie finalizzate a recepire le indicazioni formulate dalla sede centrale di Confedilizia. Tali orientamenti sono stati ribaditi anche nel corso dell’Assemblea generale nazionale svoltasi a Roma il 19 maggio scorso, evento che ha registrato una partecipazione di pubblico e di rappresentanze politiche e istituzionali superiore alle aspettative. A tale appuntamento hanno preso parte anche dieci rappresentanti di Confedilizia Belluno.
In conclusione, il presidente Michele Vigne ha condiviso alcune riflessioni e aggiornamenti sulle principali tematiche di carattere politico-associativo a livello nazionale, emerse nel dibattito dell’Assemblea generale di Roma e di particolare interesse per il futuro dell’organizzazione e della rappresentanza della proprietà immobiliare.
Particolare apprezzamento è stato espresso per il pacchetto di misure dedicate alla casa approvato dal Governo, ritenuto un importante passo avanti per affrontare in modo concreto le esigenze abitative del Paese. Tra gli interventi maggiormente significativi figura il piano finalizzato al recupero e alla riqualificazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzati a causa della carenza di manutenzione, con l’obiettivo di restituire rapidamente al mercato migliaia di abitazioni attualmente non disponibili. Analoga attenzione è stata riservata alle iniziative volte a contrastare il fenomeno delle occupazioni abusive.
Ampio spazio è stato dedicato all’esame del disegno di legge in materia di sfratti, considerato da Confedilizia uno dei provvedimenti più rilevanti degli ultimi anni. L’introduzione di procedure più rapide ed efficaci per il recupero degli immobili rappresenta infatti un elemento fondamentale per restituire fiducia ai proprietari e incentivare la messa a disposizione sul mercato di un maggior numero di abitazioni in locazione. Secondo l’Associazione, maggiori garanzie per i locatori favoriscono l’aumento dell’offerta e contribuiscono a creare condizioni più favorevoli anche per gli inquilini.
Nel corso del dibattito è stato inoltre evidenziato come stia emergendo una nuova consapevolezza sul ruolo della proprietà immobiliare all’interno del sistema economico e sociale del Paese.
La proprietà immobiliare produce: la proprietà edilizia non deve essere considerata un problema da limitare o una semplice fonte di imposizione fiscale, bensì una risorsa strategica capace di generare investimenti, occupazione, riqualificazione urbana, gettito fiscale e disponibilità abitativa.
Particolare attenzione è stata riservata al valore della cosiddetta proprietà diffusa, rappresentata da milioni di famiglie, lavoratori, pensionati e piccoli risparmiatori che hanno investito nel patrimonio immobiliare i risparmi di una vita e che contribuiscono quotidianamente alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio edilizio nazionale.
L’assemblea ha inoltre condiviso la necessità di perseguire politiche di semplificazione normativa nel settore immobiliare. È stato sottolineato come, in ambiti quali il condominio e le locazioni, non vi sia la necessità di nuove regolamentazioni, quanto piuttosto di interventi mirati a ridurre gli adempimenti burocratici e a valorizzare gli strumenti già esistenti, favorendo l’autonomia contrattuale e il dialogo tra le parti.
Le riflessioni emerse confermano il ruolo di Confedilizia quale punto di riferimento per la tutela della proprietà immobiliare e per la promozione di politiche equilibrate che sappiano coniugare il diritto alla casa, lo sviluppo economico e la valorizzazione del patrimonio edilizio, riconoscendo alla proprietà privata una fondamentale funzione sociale ed economica al servizio delle comunità e del territorio.